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  • Perché ha ancora senso leggere gli Istituzionalisti?   di Massimiliano Vatiero

    commons
    commons

    In mancanza di controprove che mostrino l’invarianza coasiana anche in contesti con costi di transazione positivi, può essere utile  studiare il diritto come relazione umana e potenzialmente conflittuale, le scelte degli agenti come “other-regarding” (e non solo “self-regarding”), e la varietà dei contesti socio-istituzionali come homini causa; temi che furono centrali per l’economia Istituzionalista di Robert Lee Hale, John Maurice Clark e John R. Commons,  autori aloro volta profondamente influenzati dallo schema e concettualizzazione delle relazioni giuridiche di Wesley Newcomb Hohfeld.

    lunedì, 11 aprile 2011 alle 11:36
  • Sicurezza sul lavoro in Italia: infortuni, malattie e precarietà   di Martina Cioni e Marco Savioli

    incidenti-lavoro
    incidenti-lavoro

    Negli ultimi anni è molto cresciuto l’interesse per la sicurezza sul lavoro. A livello europeo sono stati compiuti numerosi sforzi legislativi per il miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori che hanno portato a sensibili miglioramenti. Nonostante questi interventi, la probabilità di incidenti non si è ridotta in modo omogeneo fra le varie categorie di lavoratori, imprese e settori produttivi.

    mercoledì, 30 marzo 2011 alle 14:20
  • La lezione (antica) della Rivoluzione del Nilo   di Emanuele Felice

    Delacroix
    Delacroix

    La rivoluzione egiziana ricorda per molti aspetti la rivoluzione francese del 1789 e i moti europei del 1848, e riporta al centro del dibattito temi sottovalutati dagli studiosi negli ultimi decenni: l’universalismo dei diritti di libertà, l’importanza dell’economia per spiegare i cambiamenti politici. Queste coordinate ci possono aiutare a capire la possibile evoluzione anche di altri paesi, a cominciare dalla Cina.

    mercoledì, 23 febbraio 2011 alle 23:06
  • All’università c’è chi lascia e chi rilancia   di Filippo Belloc

    studenti
    studenti

    Le difficoltà del completare un percorso universitario sono affrontate da tutti i giovani allo stesso modo? I dati suggeriscono di no. Anzi, le caratteristiche del singolo studente (famigliari e personali) appaiono giocare un ruolo determinante nel segnarne il destino universitario. Una buona dose di eterogeneità tra studenti è un valore aggiunto per le università, ma ne  deriva una sfida impegnativa per la policy universitaria.

    martedì, 8 febbraio 2011 alle 09:59
  • Prezzo giusto per l’energia?   di Carlo Fiorio e Massimo Florio

    cicogne
    cicogne

    La Commissione Europea ha proposto una serie di importanti direttive nei settori energetici che hanno spinto gli stati membri verso un paradigma omogeneo di regolamentazione. Abbiamo verificato empiricamente la bontà di questo paradigma, distinguendo tra effetti della privatizzazione e altre riforme. I nostri risultati mostrano che, contrariamente ad una consolidata convinzione, la proprietà pubblica è correlata a minori prezzi e maggiore soddisfazione da parte dei consumatori.

    lunedì, 24 gennaio 2011 alle 20:19
  • E se toccasse ai lavoratori salvare il capitalismo?   di Luigi Bosco

    sindacati
    sindacati

    Nel linguaggio del secolo scorso si faceva spesso riferimento al ruolo storico della classe operaia come avanguardia del futuro. Le strane vicende della storia sembrano riassegnare un ruolo universale alla classe operaia: difendere quel sistema politico-sociale che ha permesso di ingabbiare la avidità di pochi in un sistema di regole in grado di garantire il benessere di tanti. Un contributo paradossale e provocatorio che propone una lettura alternativa della vicenda Fiat.

    mercoledì, 12 gennaio 2011 alle 22:38
  • Il fallimento delle politiche per il Mezzogiorno: passato e presente   di Emanuele Felice

    Negli ultimi decenni, le politiche pubbliche per lo sviluppo del Mezzogiorno hanno fallito perché basate sull’assunto, tipicamente perfezionista, che la società meridionale andasse assecondata, invece che indirizzata ed eventualmente corretta. Con la stessa logica si propone oggi la soluzione federalista, che invece alla luce dell’esperienza passata non promette nulla di buono. Di contro, in passato l’approccio keynesiano di tipo top-down, forse troppo frettolosamente liquidato, aveva registrato alcuni limitati successi.

    lunedì, 3 gennaio 2011 alle 18:56
  • La deriva del continente europeo   di Sergio Cesaratto

    deriva
    deriva

    Quali sono le possibili vie d’uscita alla corrente crisi di solvibilità che affligge l’Europa? Consideriamo tre scenari: tamponare con un po’ di liquidità la situazione dei paesi periferici chiedendo loro di “aggiustare i propri conti” con “sacrifici” interni; anticipare la rottura e gestirla evitandone gli aspetti più dolorosi, per quello che si può; affrontare i problemi alla radice nella direzione di costruire una unione politica ed economica funzionante. Purtroppo, la soluzione più convincente non sembra al momento la più probabile.

    lunedì, 3 gennaio 2011 alle 17:44
  • L’Italia tra scarsa capacità di innovazione e crisi del lavoro   di Filippo Belloc

    lavoro-innovazione
    lavoro-innovazione

    Le imprese italiane innovano sempre meno, ma investono poco in capitale umano e fanno largo uso di contratti di lavoro atipici. Diritti dei lavoratori e crescita economica vanno davvero in due direzioni diverse?

    lunedì, 26 luglio 2010 alle 21:47
  • Chi potrà dar speranza all’Europa?   di Pier Luigi Porta

    euro
    euro

    Mario Monti ha recentemente sostenuto la tesi, ripresa anche dall’Economist, che solo il rilancio del mercato unico possa essere fonte di speranza per un’Europa incapace di trovare il proprio ruolo. Il mercato unico sarebbe cioè il complemento alla moneta unica. Questo argomento nasconde una possibile debolezza: è illusorio pensare di procedere sulla linea di un’Europa puramente economica. È invece urgente affrontare direttamente il problema politico dell’Europa, pensando, prima che ai consumatori, ai cittadini della nuova Europa.

    domenica, 25 luglio 2010 alle 16:34
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